Se io fossi estate

By ef

E se, per dirla alla Mark Twain, “l’estate è quel momento in cui fa troppo caldo per fare quelle cose per cui faceva troppo freddo d’inverno”, l’estate 2017 è quel periodo che devi trascorrere in barca, fra i boschi o in ufficio in compagnia dell’aria condizionata.

Non ci sono compromessi. Tutto il resto è desiderare di fare una doccia e, terminata, di farne un’altra.

In realtà l’estate 2017, oltre a essere stata etichettata – molto prima che giunga alla fine – “la più torrida di sempre” mi ha servito, in un cestello con ghiaccio, un’opportunità: provare a dare il mio contributo ad Anffas Macerata con ciò che mi piace fare e cioè osservare, ascoltare e scrivere.

Non credo nel fato e, tantomeno, in ciò che è scritto nelle stelle. Sono diventata, con gli anni, pragmatica e cinica. Non mi fido più di nessuno a partire da me. Mi chiedo, perciò, insistentemente, “Perché sono stata coinvolta in un contributo molto più interessante delle mie quotidiane aspettative.”

Abito vicino alla sede Anffas Macerata da, ormai, 50 anni e per i nove mesi – in cui ero in attesa della nostra prima figlia – sono stata dirimpettaia e incuriosita dall’andirivieni che osservavo dalle finestre. La mia attenzione a temi relativi al sociale e il mio coinvolgimento alla Medicina Narrativa vissuta dal paziente sono stati messi a fuoco quando la mia famiglia si è allargata e ha dovuto fare spazio alla malattia. Sono interessata alla diversità intesa come malattia e disabilità.

Ma c’è una cosa che non dipende da me e dalla mia esperienza, forse la più importante. Quando entro nella nuovissima sede di Anffas Macerata mi sento bene e non solo perché c’è uno splendido impianto di condizionamento che, con oltre 40 °C e 99% di umidità all’esterno, potrebbe essere un elemento decisivo nelle scelte a breve scadenza.

Conosco da mezzo secolo persone che si sono dedicate all’Anffas, le vedo spesso. Ci sono, poi, altre persone, che ho incontrato solo due volte per motivi di lavoro, le quali hanno un nobile obiettivo: quello di contribuire con la loro grande professionalità a far crescere Anffas Macerata e a farla conoscere alla comunità locale e nel territorio nazionale. Mi piace l’idea di vederle più spesso e di ascoltarle.

Ci penso qualche giorno, chiedo maggiori informazioni e poi decido che la cosa migliore per verificare se davvero posso far qualcosa – seppur, ripeto minima – sia iniziare a scrivere e a proporre del materiale.
Mi piacerebbe che il sito Anffas Macerata e che la campagna Questoracconto diventino alla portata di tutti i miei concittadini, quantomeno per conoscere questa realtà che, nel 2017, compie cinquant’anni; che sta crescendo al meglio grazie al passato, nel presente e per il futuro degli ospiti e delle loro famiglie.

Se io fossi estate renderei questo periodo il migliore per cercare di contribuire, in ciò di cui si è capaci o appassionati, con enti e associazioni che si occupano di chi è differente da me.

Paola Olmi

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